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Archivio per febbraio 2009

La cava di bauxite a Otranto

24 febbraio 2009 Nessun commento

Otranto tra tutte le località da visitare della Puglia è una delle favorite di turisti e visitatori, sia perchè offre uno splendido panorama costiero fatto di spiagge e scogliere, alcune delle quali di una bellezza tale da far invidia ad altre località ben più note e celebrate, sia per il suggestivo centro storico, cosi ricco di scorci interessanti che ognuno può scoprire aggirandosi senza meta nel labirinto di vicoli e cunicoli che lo contraddistingue, ed i bei monumenti tra cui la splendida Cattedrale ed il Castello medievale.

La cava di bauxite

La cava di bauxite

Non solo ma anche l’entro terra è particolarmente suggestivo, a partire dai piccoli centri agricoli immersi nel verde degli uliveti, tra i quali Bagnolo del Salento, e Palmariggi, nelle cui campagne sono ancora visibili diversi menhir che testimoniano come la zona fosse densamente popolata già nell’Età del Bronzo, così come a Muro Leccese, dove oltre ai menhir si possono osservare i resti di un’antica fortificazione, le “mura pelasgiche”, probabilmente costruite a difesa della città in epoche remote.

Otranto poi è inserita all’interno del Parco naturale regionale Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, istituito nel 2006 che comprende diversi comuni tra cui Alessano, Castrignano del Capo, Castro, Santa Cesarea Terme, Tiggiano e Tricase. Tale parco ha la funzione di preservare l’ambiente ed il territorio al fine di conservarne intatte la flora, la fauna e le bellezze naturali del Salento.

Tra le località interessanti dell’entroterra, tra Otranto e Punta Palascia, vicino a Monte S. Angelo, si trova un luogo magico, la cui origine si deve all’uomo. Si tratta della ex cava di bauxite di Otranto. La bauxite è un minerale da cui, se possiede un determinato grado di purezza, si può ricavare l’alluminio. Scoperto nel1940 il giacimento vicino ad Otranto ne è incominciato lo sfruttamento che è durato fino al 1976, dopodichè la cava è stata abbandonata perchè non più redditizia in termini di produzione.

Nella cava a cielo aperto, grazie alle infiltrazioni d’acqua di una falda acquifera sotterranea piano piano si è formato un laghetto che, a causa della presenza del minerale si è colorato di un verde smeraldo particolarmente acceso.

Tutt’intorno gli scavi del minerale, che si presenta di un bel rosso scuro danno alle pareti del laghetto ed al territorio circostante una colorazione del tutto originale, che con il suo contrasto fa risaltare ancora di più anche il verde della vegetazione. L’effetto di tutto l’insieme è molto suggestivo e magico, sembra di essere capitati d’improvviso all’ingresso di qualche antro infernale o in un paesaggio lunare. L’area è facilmente individuabile per chi la vuol trovare, basta chedere informazioni a chi incontrate sulla direzione da prendere per “il lago rosso”.

Il Castello di Otranto

10 febbraio 2009 Nessun commento

L’incredibile inizio del famoso romanzo gotico Il Castello d’Otranto di Horace Walpole, un autore inglese settecentesco, il primo autore di un romanzo gotico nella storia della letteratura è ambientato proprio nel cortile del castello, dove il figlio del terribile protagonista Manfredo, principe di Otranto, muore travolto da un elmo gigantesco.

La storia si dipana in un incredibile susseguirsi di colpi di scena, apparizioni di scheletri e fantasmi, segrete, cunicoli e boschi in cui i protagonisti si rincorrono e si rinchiudono, in lotta feroce per la successione al trono del principato di Otranto. La scena finale è un’apoteosi, il principe Manfredo muore travolto dal crollo del castello e sulle rovine compare la figura di un gigante, Alfonso, un antico principe di Otranto che, prima di trasformarsi in San Nicola, svelerà ai presenti sbigottiti chi sarà il legittimo erede della signoria di Otranto.

Tale fosca vicenda, non ha niente a che vedere con il vero castello, ma l’opera ebbe diffusione notevole e contribuì enormemente alla fama del Castello di Otranto uno dei castelli più belli di Puglia.

I bastioni del Castello

I bastioni del Castello

Il castello è stato costruito nel 1491 su un isola affacciata sul porto, ampliando una serie di fortificazioni di origine sveva che erano in seguito state rifatte e ritoccate dai turchi quando nel 1480 conquisteranno la città.

Il castello si era reso necessario per scongiurare le invasioni e le scorrerie provenienti dal mare. Ed Otranto era già passata da una drammatica e terribile prova: nel 1480 un assedio dei turchi si era concluso con la caduta della città e con il massacro di un numero enorme di abitanti, si calcola più di 800 senza contare quelli ridotti in schiavitù e deportati lontano.

Oggi consta di due parti, l’originaria, chiamata Castello Rosso ed il Forte costruito in un secondo momento. Alla struttura di pianta irregolare dell’originario castello aragonese gli spagnoli aggiungeranno, agli angoli della cinta muraria, tre torrioni circolari di cui due alti più di 20 metri, ed il terzo leggermente più basso, ed intorno alle mura verrà realizzato un profondo fossato.

In seguito, nella seconda metà del cinquecento sul mare sarà costruito un ulteriore bastione efficace per difendersi dagli attacchi provenienti dal mare e per meglio sorvegliare la costa. Nel cortile interno uno scalone in muratura permette l’accesso ad un ballatoio che si sviluppa per tutta l’area interna a ridosso delle mura.

Sulle mura esterne del bastione sono presenti due scudi con gli stemmi dei signori della città al tempo della costruzione di questo e sul portone di ingresso uno stemma dell’imperatore Carlo V.