Il porto di Otranto

La costa del Salento per la sua posizione ha sempre avuto grandi vocazioni marinare e portuali. Proteso verso sud est è il trampolino che collega la penisola italiana all’oriente, sia verso la vicina Albania che sul Canale d’Otranto dista appena 72 chilometri, e la costa dei Balcani corrispondente alla ex-Jugoslavia, sia verso la Grecia, che è anch’essa poco distante.

Terra di scambi e di approdo, il Salento nel corso del primo medioevo era il luogo dove si riunivano i crociati in partenza per la Terrasanta, si erigevano chiese in onore di Dio, si pregava, si radunavano armi e cavalli e si partiva per liberare il Santo Sepolcro dalle mani dei musulmani.

Veduta aerea di Otranto
Veduta aerea di Otranto

Sui porti del Salento approdavano merci e spezie provenienti dall’oriente, instradati poi nell’ampia e veloce via Traiana verso Roma ed il Nord Italia. Se a Porto Badisco la leggenda vuole che sia approdato Enea in fuga dopo la caduta di Troia, a Santa Maria di Leuca sarebbe approdato San Pietro, che proprio sul promontorio di Leuca terrà il suo primo discorso alla popolazione italiana, e poi proseguirà il cammino per evangelizzare l’Italia.

Il porto di Otranto probabilmente fondato dai coloni greci che approdavano sulle coste italiane sarà contrassegnato da un forte sviluppo in epoca romana, e manterrà la sua importanza per tutta la durata dell’impero, e, alla caduta di questo ancora durante il predominio veneziano sui mari dell’Adriatico.

La sua importanta non cesserà che dopo una serie di terribili incursioni da parte della flotta turca che a più riprese attaccherà la città, riuscendo, nel 1480 ad espugnarla. L’episodio ancora oggi è ricordato dagli otrantini per la particolare efferatezza dei turchi, che dopo la caduta della città si macchiarono di un eccidio di massa nei confronti della popolazione, trucidando più di 800 persone e facendone schiave alcune migliaia.

Dopo un periodo di decadenza, Otranto riacquisterà la sua importanza sotto i Borboni, diventando scalo naturale per passeggeri e merci.

Alle soglie del 2000 Otranto ha cessato di essere un scalo passeggeri per le coste albanesi e greche, ed è diventato prevalentemente un porto mercantile da dove partono le navi cariche di cemento e calce.

Situato in un ampio golfo naturale, protetto dai flutti dal Molo San Nicola che si protende per circa metà del golfo, oggi è particolarmente frequentato dalle imbarcazioni da diporto, da piccoli mercantili e dalle flotte di pescherecci.

Alla sera, lungo il molo, si ammira ancora oggi l’antica e laboriosa attività dei pescatori.