La cava di bauxite a Otranto

Otranto tra tutte le località da visitare della Puglia è una delle favorite di turisti e visitatori, sia perchè offre uno splendido panorama costiero fatto di spiagge e scogliere, alcune delle quali di una bellezza tale da far invidia ad altre località ben più note e celebrate, sia per il suggestivo centro storico, cosi ricco di scorci interessanti che ognuno può scoprire aggirandosi senza meta nel labirinto di vicoli e cunicoli che lo contraddistingue, ed i bei monumenti tra cui la splendida Cattedrale ed il Castello medievale.

La cava di bauxite
La cava di bauxite

Non solo ma anche l’entro terra è particolarmente suggestivo, a partire dai piccoli centri agricoli immersi nel verde degli uliveti, tra i quali Bagnolo del Salento, e Palmariggi, nelle cui campagne sono ancora visibili diversi menhir che testimoniano come la zona fosse densamente popolata già nell’Età del Bronzo, così come a Muro Leccese, dove oltre ai menhir si possono osservare i resti di un’antica fortificazione, le “mura pelasgiche”, probabilmente costruite a difesa della città in epoche remote.

Otranto poi è inserita all’interno del Parco naturale regionale Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, istituito nel 2006 che comprende diversi comuni tra cui Alessano, Castrignano del Capo, Castro, Santa Cesarea Terme, Tiggiano e Tricase. Tale parco ha la funzione di preservare l’ambiente ed il territorio al fine di conservarne intatte la flora, la fauna e le bellezze naturali del Salento.

Tra le località interessanti dell’entroterra, tra Otranto e Punta Palascia, vicino a Monte S. Angelo, si trova un luogo magico, la cui origine si deve all’uomo. Si tratta della ex cava di bauxite di Otranto. La bauxite è un minerale da cui, se possiede un determinato grado di purezza, si può ricavare l’alluminio. Scoperto nel1940 il giacimento vicino ad Otranto ne è incominciato lo sfruttamento che è durato fino al 1976, dopodichè la cava è stata abbandonata perchè non più redditizia in termini di produzione.

Nella cava a cielo aperto, grazie alle infiltrazioni d’acqua di una falda acquifera sotterranea piano piano si è formato un laghetto che, a causa della presenza del minerale si è colorato di un verde smeraldo particolarmente acceso.

Tutt’intorno gli scavi del minerale, che si presenta di un bel rosso scuro danno alle pareti del laghetto ed al territorio circostante una colorazione del tutto originale, che con il suo contrasto fa risaltare ancora di più anche il verde della vegetazione. L’effetto di tutto l’insieme è molto suggestivo e magico, sembra di essere capitati d’improvviso all’ingresso di qualche antro infernale o in un paesaggio lunare. L’area è facilmente individuabile per chi la vuol trovare, basta chedere informazioni a chi incontrate sulla direzione da prendere per “il lago rosso”.